YOU are you

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Influencer. Se lo dico a mia madre pensa all’ebola, a qualcosa di virale e pericoloso. Non ho più mangiato pollo da quando si diffuse l’influenza aviaria, facevo la terza media ed ero terrorizzata dalle mascherine bianche, dovevamo andare in gita a Torino e la mia compagna di banco non venne.

È legittimo lo spavento di mia madre, quindi.

Chiara Ferragni è un’influencer, una blogger, e, mi si passi il termine, certamente spropositato per l’occasione, visto che è stato consegnato il Premio Nobel per la pace al Presidente Colombiano, e il 75% degli esseri umani netflixati conoscono Bogotà solo grazie a Pablo Emilio Escobar Gaviria, un genio.

Sì perché ha costruito un impero sugli autoscatti, quando ancora si chiamavano così, non esisteva la camera frontale, e ci si selfava allo specchio rettangolare del bagno piastrellato di rosa, con gli slip di Dolce e Gabbana dall’elastico modello tracolla del borsone della palestra, e sì, in palestra si praticava ancora l’aerobica, questa sconosciuta.

Alla Triennale di Milano, dal 7 al 13 ottobre, si tiene la mostra evento gratuita organizzata da Grazia, la rivista, diretta da Silvia Grilli, che porta lo stile italiano nel mondo dal 1938, e The Blonde Salad, il sito che ha fatto esplodere il fenomeno Chiara e la porta alla round the world dal 2009.

La mostra celebra lo stravolgimento del fashion system, da quando i social network hanno preso il posto del cornetto a colazione, da quando si mangia il bello, ci si reca nel geotaggabile, si hashtaggano le emozioni, perché senza cancelletto non c’è stato d’animo. E vi parla una patita del genere.

Da quando prima di acquistare un capo si fa un giro sui profili Instagram di riferimento, quelli delle fashion blogger, delle hit model, delle socialite, alle quali Grazia dedica anche la cover della settimana; tra queste Eleonora Carisi, Nicole Worn, Gala Gonzales; la mostra celebra la rivoluzione digitale della moda.

In sociologia la moda viene definita come una forma d’arte applicata al corpo umano, e come tutte le arti sorelle, vive di correnti, influssi, movimenti, periodi, sperimentazioni. Questo è il periodo Blonde, se vogliamo apostrofarlo in maniera semplice ed indicativa. Il fenomeno Ferragni è stato perfino oggetto di studi ad Harvard; la rivista Forbes la pone tra gli Under 30 più influenti del mondo. Potrebbe trattarsi di una nuvola di carta, l’afferri, la accartocci, la strappi, ma credo sia molto più di questo.

Chiara Ferragni è una conseguenza, e non una causa. I cambiamenti sono costanti, doverosi, fisiologici. Lei ha saputo domare Bucefalo, montare in sella, e vincere la corsa.

Per Alessandro Magno si trattò di un’assoggettazione ecumenica, per lei?

Intanto sta uscendo con Fedez, che ha fatto capolino alla presentazione dell’evento, inutile che ve lo dica, stracondivisa su ogni piattaforma social possibile.

You sei tu, siamo noi, siete voi. Voi che regrammate, che screenshottate, che commentate, che puntate due volte l’indice sulle foto, che scorrete contenuti con rapidità elevata e luminosità ridotta per limitare l’uso della batteria.

You siamo tutti noi socialmente attivi, dal ‘sottocoperta’ nel letto della singola ammobiliata al Pigneto, alla vasca con le bollicine, frizzanti e non, dell’Hard Rock Hotel di Ibiza.

Tutti aspiranti fashion blogger, a rate o contanti.

 

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