distanza

Non sopporto l’idea

di te

che fai la valigia e vai via.

Mi lasci senza parole, senza speranze, senza fiato.

Mi lasci, tu.

Una scala senza piroli,

resto sospesa.

Non posso proseguire, non posso indietreggiare.

Fissa su quell’unico appiglio rimastomi,

o salto in alto o salto all’indietro.

Salto nel buio.

È agosto,

se salto giusto mi aggrappo alle stelle.

Mi brucio le mani,

voglio fare di testa mia.

Atterro sulla coperta rossa,

intessuta dei desideri di tutti,

irrealizzabili i miei, perché fatico a formularli.

Sono in montagna,

quei piroli son caduti in mezzo al mare,

ma di te non so,

perché non ti geotagghi.

 

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