inesorabilmente

Soffocata dalla morsa del tuo egocentrico sguardo,

adirata con quella bocca incapace di abbracciarmi,

violentata dall’onnipresente ambizione dell’esserci.

Il pietrificante andare e tornare,

orari stanchi e plurivalenti,

cadenze indicibili eppure puntuali.

A gambe incrociate, sul letto, osservo cumuli e cumuli di nuvole,

una luce granita che arriva fino a qui,

se sono le 20:56 ed è maggio.

Chi non arriva più sei tu,

e la Juventus ha vinto tutto il vincibile,

quello che so sul calcio.

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