vissuto

Passo la spazzola tra i capelli

i ricci si distendono.

Si stiracchiano

come quando al mattino suona la sveglia e

faticosamente ti ricomponi,

infilando le mutande sporche di qualcun altro.

Insieme a pensieri che t’appartengono quanto quell’agglomerato di farina che dal cielo ti scruta

e sembra

indagare giudicare commentare

ogni movimento.

Credo che le nuvole dissentano sul mio modo di lavare i denti,

ma a ventisette anni perché dovrei imparare una nuova lingua?

Passo la spazzola tra i capelli

per dipanare quei ricci che piacciono a te,

perché non voglio più avere nulla che ti piaccia.

L’unica difesa contro i tuoi squilibri sono io stessa

che cammino da sola,

senza rotelle.

Ho imparato ad andare in bicicletta prima delle altre bambine.

Ed ho fatto i buchi alle orecchie prima delle altre bambine.

Non voglio essere contaminata.

Passo la spazzola tra i capelli

e tu sei lì,

che mi scruti.

Insidioso, imperturbabile, fastidioso.

Hai sempre addosso quell’accappatoio rosso

dannazione.

Vorrei essere un cane e

non distinguere

i colori dai ricordi.

Sfumato

dissolvenza.

Mi passo le dita tra i capelli per strapparli.

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5 thoughts on “vissuto

  1. “ho fatto i buchi alle orecchie prima delle altre bambine”

    Sai che dopo tanti anni continuo a provare un pizzico d’invidia? Ho passato l’infanzia a smaniare per avere anch’io i sospiratissimi orecchini che ammiravo ai lobi delle altre bambine, delle amichette, delle compagnette alle elementari, Ma la mamma non me lo permetteva! Per lei era come una qustione di principio: “sei ancora troppo piccola, Paola: da grande te ne pentiresti… e poi i lobi forati non mi piacciono, sono una roba da selvaggi!” Che rabbia!
    Insisti e insisti ho dovuto aspettare fino alla terza media, ultima ragazzina ancora senza orecchini (in classe qualcuna sfoggiava già audaci doppi buchi sullo stesso lobo). A ripensarci quella dei buchi alle orecchie è una delle più grandi conquiste della mia vita. Ricordo ancora il “toc!” secco dello scatto della pistola dell’orefice, il breve dolore e poi quello strano senso di calore, sentire i lobi “pulsare”, ma è un ricordo piacevole. E ricordo la gioia di ammirarmi per la prima volta davanti allo specchio con quei brillantini infilzati al centro dei lobi appena forati, molto arrossati.
    Mia madre, che dopo tanto sfinimento mi aveva finalmente accompagnata in oreficeria per farmi fare questi benedetti buchi, non condivideva la mia gioia. Storceva il naso, rassegnata. Qualche settimana dopo mi disse che si, in fondo gli orecchini non mi stavano poi male. E poi, sei anni dopo… si fece bucare le orecchie anche lei (ihihihihi…) e non se ne è mai pentita! Ancora oggi dopo tanti anni ridiamo ricordandolo.

    In compenso ho imparato anch’io ad andare in bicicletta (senza le rotelline) prima delle altre bambine: questo è il bello di avere un fratello maggiore!

    Grazie per la bellissima poesia, mi ha fatto rivivere ricordi anche miei 😉

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    1. Grazie a te Paola per questo bellissimo commento e per il ricordo che hai voluto condividere. È stata una battaglia, io ho avuto vita difficile con i capelli, mio padre non voleva che li tagliassi, quindi li ho portati lunghi fino alle medie quando forse alla tua stessa età ho deciso di dire basta. Me ne sono pentita sinceramente poi, ma mentre il parrucchiere tagliava mi sentivo potente, padrona di me stessa, in barba a papà. Sarà un caso se adesso sono l’unica coi capelli lunghi a casa mia e le altre tre donne li portano corti?

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      1. Eh si Ambra, capisco bene la soddisfazione e quel senso di potenza e di sentirti padrona di te stessa che hai provato mentre il parrucchiere tagliava. Anche se non in contemporanea (ho una decina d’anni più di te) avevamo all’incirca la stessa età quando abbiamo vinto le “grandi battaglie” per l’affermazione della nostra indipendenza: tu la associ al taglio dei capelli, io alla foratura dei lobi, ma il significato profondo è il medesimo.
        E pazienza se poi te ne sei pentita, credo che l’importante sia stato essere riuscita a farlo! I capelli ricrescono, e infatti ora li porti lunghi, con grande soddisfazione 😉 …e ti stanno anche un gran bene da quel che vedo dalla foto!

        Invece io non mi sono mai pentita di essermi fatta bucare le orecchie: amavo gli orecchini quando li invidiavo ai lobi delle altre (ma non quelli “a clip” che si metteva mia madre finché non aveva ancora i buchi) e ho continuato ad amarli quando finalmente ho potuto mettermeli anch’io. Il primo paio di orecchini “veri” (dopo aver tolto i bucaorecchie sparati dall’orefice) non me li regalò la mamma ma mio fratello: due bellissime stelline d’oro bianco con un valore affettivo speciale!
        L’anno scorso ho accompagnato a fare i buchi mia figlia di sette anni. Come mi ero sempre ripromessa, glieli ho concessi non appena me ne ha espresso il desiderio con convinzione. Anche il papà era d’accordo. Ho rivissuto con lei l’emozione di quel momento col batticuore. Dato che ormai molte oreficerie non li fanno più, siamo andate in farmacia: è cambiato tutto fuorché l’odore del disinfettante. La pistola a scatto ha lasciato il posto a uno strumento usa-e-getta che sembra più una spillatrice e non fa rumore. Non si sente più quel dolore breve ma intenso, soltanto un pizzico. Resta il senso di calore e di pulsazione che accompagna la gioia della conquista. Lo so perché, per condividere questo momento con mia figlia, mi sono fatta fare anch’io un secondo foro su ciascun lobo dove ora tengo fisse le stelline regalate da mio fratello tanti anni fa 😉

        Un abbraccio, cara Ambra dai lunghi capelli!

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  2. Ciao!
    La storia dei buchi alle mie orecchie credo sia la più strana tanto che dopo tanti anni continua ad essere un buon argomento di conversazione.
    Anche io desideravo con tutte le mie forze essere una bimba precocemente orecchinata e dopo tanta insistenza mia mamma cedette e mi accompagnò in una profumeria attrezzata allo scopo. Avevo quasi 5 anni ma ho un ricordo preciso di quel giorno. Con noi c’era anche la mia sorellina all’epoca di 3 anni e mezzo che nel negozio piantò una scenata che voleva anche lei mettersi gli orecchini. Alle perplessità di nostra madre la commessa fu così rassicurante che la mamma si convinse a far fare i buchi ad entrambe: mia sorella ha così insistito per andare per prima che la mamma decise di acconsentire per non dare eccessivamente spettacolo in negozio (ma in realtà la commessa non era affatto imbarazzata ma piuttosto divertita dai nostri capricci di bimbe). Ho accettato con disappunto.
    Insomma, furono tali le urla e i pianti di dolore della mia sorellina e la difficoltà a farle il foro anche nell’altro orecchio (ricordo nostra madre che le teneva ferma la testa) che… io ho rinunciato!
    E anche se ho inghiottito rabbia nei giorni successivi vedendo quanto la sorellina si pavoneggiava con i suoi nuovi orecchini, non c’è stato nulla da fare. Ancora oggi i miei lobi sono intatti! Tutte si stupiscono di questo, credo di essere l’unica tra le ragazze della mia età (ho 24 anni) a non avere mai avuto buchi ai lobi.
    Mi piacciono sulle altre, spesso ho regalato orecchini alle amiche (e persino a mia sorella!), a volte sono stata tentata dal pensiero di farmi fare questi famosi fori ma… ho deciso che mi piaccio anche così, con questa mia caratteristica originale. E se un giorno diventerò mamma di una bambina, se lei prima o poi mi chiederà di portarla a mettere gli orecchini, magari sarà la volta che ci faremo fare i buchi assieme. Sarebbe bello condividere questa esperienza con una figlia, no? Ma è ancora decisamente prematuro pensarci!

    Mi ha fatto piacere leggere i commenti di Paola oltre alla bellissima poesia… brava Ambra!

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