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I sorrisi bianchi, il cielo sopra tutto blu,

quell’agglomerato di stelle e poi, più giù, tu.

Pelle d’ebano e profumo di continente,

raro.

Meraviglioso e raro.

Tu.

Non il continente.

Quello è vecchio e pieno di gente,

tanti palazzi e pochi prati.

Che se ci fossero più spazi verdi potremmo correre tutto il giorno

noi fino a consumarle, le scarpe.

Anzi,io non le metterei proprio le scarpe.

Vorrei essere libera di sentirla, la terra, che pulsa,

con le radici che battono sotto di me,

quella terra che quando ha la tachicardia genera i terremoti,

tu invece a me mi stendi e basta.

Da farci l’amore e da lasciarci i segni, su quella terra lì,

con quel cielo lì.

Noi e tutto questo rincorrersi e moltiplicarsi e affaccendarsi e susseguirsi di elementi.

Latte di mandorla e caffè.

Dio se lo amo, il caffè.

Se vieni più vicino ti do un bacio, l’ultimo.

Poi torno a casa, è tardi.

Hai ragione, le stelle si vedono meglio da qui.

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