Denti storti

Certe finestre affacciate sul mondo,

da farci l’amore una volta o tre.

Certe finestre, col mare in sottofondo,

e le luci di una città che al buio odora di salsedine.

Inspiegabilmente, accade.

Rapidamente avvinti,

schiavi di felce e sale e kiwi e menta.

Per me un mojito, grazie.

I cambiamenti repentini.

Le sorprese, ma quelle inaspettate,

non le altre,

non quelle deludenti.

Quelle di Natale, quelle con la neve.

Quelle di un Natale con la neve il camino e mamma e papà e la Barbie più bella.

Quelle perfette, ecco.

E allora da certe finestre le luci che vedi sono tutte quelle di alberi accesi.

E non è Natale, è la tua epifania.

E vorresti chiuderla in una bolla di vetro,

e scuoterla ogni volta in cui svanisce.

In cui svanisci, tu.

Ma la neve si è sciolta, Natale è passato da un pezzo,

e la Barbie l’ho venduta su ebay.

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