Carne

mani

Ondeggiano i corpi su ritmi segreti,

sconosciute melodie li fanno fluttuare.

Non una luce in quella stanza,

se non quel paio d’occhi,

quelle pupille che paiono divorate da un dio ignoto.

E divorano anch’esse quella morbida pelle,

la bramano, la dilaniano, e poi la ricuciono.

Quegli occhi lì fanno l’amore con quella carne

Da un pezzo.

Anche a distanza,

ogni volta che quel ritmo segreto si infila da qualche parte.

Inspiegabilmente, loro, ricominciano.

Ovunque si trovino, quegli occhi lì

 con quella carne lì, ci fanno l’amore.

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